Tutta colpa di un funambolo . Da bambina restavo incantata per interi minuti a cercare di capire dove fosse il segreto di tutta quella concentrazione . Non riuscivo a spiegarmi cosa spingesse un uomo ad essere in equilibrio su un filo con la netta consapevolezza ,che sarebbe bastato un rumore , un pensiero negativo a farlo precipitare nel nulla. Insomma, perchè decidere d' abbandonare la stabilità? Era un folle . Mi risolvevo tutte le domande e le incertezze con quest' unica spiegazione .
In quei momenti ero felice di starmene seduta a guardare , ma nello stesso tempo dentro di me vivevo un brivido che non era mio , mi veniva trasmesso attraverso la vista e il silenzio più austero . Mi sentivo eccitata.
Oggi , invece, ho deciso d' iniziare un viaggio . Questa volontà è partita dal fatto di essere annoiata d' aver sempre , costantemente la certezza di cadere e trovare qualcosa sul fondo. Sarebbe molto più intrigante iniziare un percorso senza sapere cosa potrebbe succedere anche solo al soffio impercettibile del vento. Ho abbandonato da poco la mia "piattaforma", è una strana sensazione . Ho aperto le braccia , ho puntato lo sguardo nel vuoto e posato i piedi su un sottilissimo filo. L'angoscia e la consapevolezza sono precipitate all' istante. Io sono ancora li e credo di restarci per un altro po'. E' vita .

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