domenica 29 giugno 2014

La leggerezza del dovere


Prendi una di quelle giornate nuvolose , con il cielo che non si rivela e tanto meno ha voglia di promettersi speranze . Aggiungici un po' di sana e giusta apatia , magari accomodata inerme su un letto . Riponi le priorità all' indomani e lascia che sia l' inspiegabile a decidere per te. 
Amo i giorni così, un po' buttati e consumati nell' inattività fisica . I pensieri si amalgamano meglio , si scoprono le debolezze e si ritrovano i piccoli vizi. L' odore di queste giornate è diverso , non ha pretese  e trova impegno nell' ozio più totale. E poi nella mancanza d' aspettative si è più produttivi : riaffiorano le idee , le persone . La leggerezza che assume il "dovere" è figlia d' un tempo a mezz' aria.

mercoledì 25 giugno 2014

L' attimo prima...


Come se" il momento " fosse tutto . Tendiamo ad inebriarci sempre dell' oggetto di un' impaziente attesa . Ma l' attimo prima? Quel lampo temporale che fa da cornice a ciò che attendiamo si dissolve come se non avesse dato enfasi al nostro fatidico momento . Insomma , non gode di riconoscenza .
Ma se fosse proprio lui il segreto che si nasconde dietro la magia delle cose?
L' immaterialità dell' attimo prima è devastante , è come una bolla di sapone sospesa in aria e destinata a scoppiare . E' l' ansia prima che qualcuno bussi alla porta , l' acquolina in bocca prima del dolce , la carezza che precede un bacio . E' il culmine soffocato .




domenica 22 giugno 2014

Tutta colpa di un funambolo


Tutta colpa di un funambolo . Da bambina restavo incantata per interi minuti a cercare di capire dove fosse il segreto di tutta quella concentrazione . Non riuscivo a spiegarmi cosa spingesse un uomo ad essere in equilibrio su un filo con la netta consapevolezza ,che sarebbe bastato un rumore , un pensiero negativo a farlo precipitare nel nulla. Insomma, perchè decidere d' abbandonare la stabilità? Era un folle . Mi risolvevo tutte le domande e le incertezze con quest' unica spiegazione .
 In quei momenti ero felice di starmene seduta a guardare , ma nello stesso tempo dentro di me vivevo un brivido che non era mio , mi veniva  trasmesso attraverso la vista e il silenzio più austero . Mi sentivo eccitata.
Oggi , invece, ho deciso d' iniziare un viaggio . Questa volontà è partita dal fatto di essere annoiata d' aver sempre , costantemente la certezza di cadere e trovare qualcosa sul fondo. Sarebbe molto più intrigante iniziare un percorso senza sapere cosa potrebbe succedere anche solo al soffio impercettibile del vento. Ho abbandonato da poco la mia "piattaforma", è una strana sensazione . Ho aperto le braccia , ho puntato lo sguardo nel vuoto e posato i piedi su un sottilissimo filo. L'angoscia e la consapevolezza sono precipitate all' istante. Io sono ancora li e credo di restarci per un altro po'. E' vita .

giovedì 19 giugno 2014

Incontri.


Vi è mai capitato di sorseggiare un caffè ,al tavolo con un caro amico, poi  alzare lo sguardo, riporre la tazzina sul piattino e alla fine incontrare gli occhi di qualcuno? Avete mai condiviso la panchina al parco con un perfetto estraneo, scrutarlo di nascosto , riuscendo a conoscere solo il suo profumo? Avete mai tirato un calcio ad un pallone per restituirlo al proprietario , accontentandovi solo di un suo "grazie"? E riguardando le foto di una vacanza avete mai focalizzato lo sguardo sul volto di uno sconosciuto, che magari stava osservando il vostro sorriso a trentadue denti?
Queste sono solo alcune delle paradossali circostanze della vita in cui interagiamo con l' ignoto. Ci sono scorci, angoli, pezzi che apparterranno per sempre a qualcuno che non conosceremo mai o che forse abbiamo conosciuto solo per un momento. Chissà quante potenziali situazioni non si concretizzeranno . Amori che non si combineranno , amicizie che non si legheranno , lavori che non s' inizieranno , strade che non si percorreranno e sguardi che non si concederanno. E'  dannatamente nostalgico pensare a tutto questo . Non credete?

domenica 15 giugno 2014

Sulle note di quell' Uomo che si chiama Sergio Cammariere.


Con una candela silente , l' aria fresca e appagante dolci parole che liberano i pensieri m' assalgono. Cosa c'è di più onirico per una donna che un uomo intento a cantarle l' amore? Forse nulla .  Nella fugace visione dei sentimenti , dovuta a tempi troppo pretenziosi , tendiamo a perdere la sacralità dei momenti , delle fantasie , delle parole . Sacrilegio per noi donne , che nonostante l' emancipazione ( quasi raggiunta) , abbiamo dentro quell' innata voglia di qualcuno che ci stia accanto e ci protegga. Non intendo una protezione fisica , quella conta ben poco , parlo di quella protezione  sottile , che riguarda i nostri desideri più impronunciabili . Insomma, quella parte esclusivamente " donna" che si eclissa per non smascherare la fragilità che solo un uomo può colmare. Chiudo riportando un piccolo verso di Cammariere :"Tutto quello che un uomo può fare, stavolta per te, lo farò". 

Come un bicchiere di vino.


Tutto d' un sorso . Si ,sono del parere che ogni sfaccettatura,ogni situazione di questa vita , dovrebbe esser mandata giù tutta d' un sorso e poi prendersi il tempo necessario per godersi l' attimo dopo . Potrebbe sembrare una propensione all' impulsività , un inno all' istinto , ma in realtà, credo sia solo l' irreprimibile natura d' ognuno di noi . Trattenersi troppo sul perimetro delle cose non fa altro che affievolire la curiosità e la voglia d' assaporare . E giusto per richiamare  un connubio in cui credo, direi che è tutto come un bicchiere di vino: non puoi conoscerlo se non lo butti giù.




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